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Sto aspettando
di poter entrare come utente in questo sito, e registro intanto un fallimento, grande o piccolo non so, realizzato in un altro sito. "Lui" mi aveva colpita subito, mi sembrava di avere grandi affinità, già scambiandoci poche righe... avevamo deciso di incontrarci, ma a causa di un equivoco sorto per uno scambio di sms, e per la mia reazione impulsiva a questo equivoco, "lui" mi ha scritto che per ora non vuole più incontrarmi. Sono rimasta male, è chiaro. Lui sapeva già, molto bene, che a causa dei trascorsi sono molto diffidente verso gli uomini: la cosa più naturale del mondo, per me, è essere fregata. Ma quello che mi lascia con l'amaro in bocca è la fragilità dei rapporti on line. Mi aveva detto di volermi bene, che sono importante per lui...e per un equivoco che non ha potuto rilevargli aspetti tremendi del mio carattere, perchè li conosceva già, tutto è svanito...la fragilità dei sentimenti è pazzesca. Tutto questo non fa che aumentare la mia insicurezza, la mia sfiducia...troverò mai chi mi faccia cambiare idea? O non sarà che sono io tutta sbagliata?


 

Due o tre cose su cui riflettere
Le sue parole, gentile amica, rivelano una grande sofferenza, ma anche disagio esistenziale e dolente mancanza di autostima. La cosa più triste della sua lettera non è tanto il mancato buon fine del fragile rapporto che aveva instaurato con un lui conosciuto on-line (per inciso, praticato da pochissimo e solo virtualmente. Quindi, con tutte le ovvie precarietà, incertezze e dubbi del caso...), ma il fatto che lei - già a priori - si porga agli eventi della vita come una sorta di vittima sacrificale. La cosa più naturale, per me, è essere fregata. Per favore, rifletta attentamente sulla pesantezza della sua affermazione che riverbera un senso di sconfitta e un pessimismo che spaventa e induce ad una (sana) fuga anche la persona più accogliente e ben disposta, che si viene a trovare gravata da eccessiva responsabilità e coinvolgimento sentimentale con una donna che, fin da subito, si propone troppo "bisognosa" e portatrice di ferite antiche non ancora superate ed elaborate in maniera creativa e vitale. I "fallimenti d'amore" sono in realtà straordinarie occasioni per crescere interiormente, capirsi e capire gli altri e non certo per richiudersi in gabbie masochistiche dove tutto quello che proviene dall'esterno è vissuto come allarmante e pericoloso. (Se le piace leggere si procuri "Amare e tradire" di Aldo Carotenuto, uno psicologo che ha scritto cose importanti e meravigliose sulle ferite d'amore e sull'ambivalenza dei nostri sentimenti.) Quali sarebbero inoltre questi aspetti "tremendi" del suo carattere? Di così terribile e respingente, in lei, non mi sembra esserci proprio niente. Forse, solo il peso di una esagerata ansietà e paura da cui si sente pressata e che la induce, per reazione, a risposte impulsive e inopportune (niente come il panico rende verbalmente aggressivi ed emotivamente instabili). Senta, gentile amica, a me sembra che, in questo momento, lei ha bisogno - prima di fantasticare un uomo come panacea e rimedio a tutti i suoi mali - di trovare un saldo baricentro e una stabilità emotiva dentro di lei che la aiuti a districare i suoi malesseri interiori ed ad affrontare con più leggerezza - e anche un pizzico di sdrammatizzante allegria - l'attuale impasse che sta attraversando. Ce la può fare perchè ha spirito critico e capacità di riflessione. Non tema di chiedere eventualmente aiuto anche a qualche brava, sensibile psicologa (si può rivolgere al Consultorio della zona dove abita). Non lasci che lo scoramento e la sfiducia soffichino il suo diritto alla gioia e alla vita! E, per finire, due piccolissimi, ma penso utili consigli. Si iscriva ad una palestra un paio d'ore alla settimana - l'esercizio fisico in un ambiente allegro e luminoso mette in moto insperate energie vitali - e, per quanto riguarda i contatti on-line, si limiti all'inizio a simpatici, ma non troppo impegnativi contatti d'amichevoli confidenze, ma mai troppo intime e dettagliate. Se non rose, fioriranno... (ma bisogna dar loro cure e tempo).


 

Ciao Franca,
non so perchè ti scrivo, forse ho bisogno d'essere consolato, forse ho bisogno di sfogarmi. Da circa 6 mesi è finita la storia della mia vita (11 >anni).... Inutile dire che mi sono ritrovato all'interno di un'altra vita nella quale faccio fatica a districarmi. Ho 29 anni, sono giovane per certi versi, ma vecchio per pensare di ricominciare tutto. Ho paura. La mia lei mi ha tradito, e con questo tradimento mi ha "strappato" la fiducia. Fiducia negli altri e in me stesso. E' come se adesso io abbia perso la mia identita', non sapessi piu' chi sono. La cosa strana ... è che gli ultimi due anni della nostra storia, li ho vissuti nel terrore... nel terrore di perderla, di rimanere solo... è come se avessi paura di me ... perchè la mia identita' in un qualche modo è legata a lei. In tutti questi mesi ho valutato la remota possibilita' che il mio amore fosse solo "bisogno".... ho sentito la necessita' di farlo, ma quello che ho scoperto è che NON era cosi' ... era amore sincero, leale, totale.... l'unico che conosco. Adesso sono nel mezzo di dell'insicurezza che un tradimento di lascia.... e non so come uscirne. L'unica cosa che riesco a fare è quella di chiudermi in un silenzio che rimbomba di mille parole... Mi sembra che nessuno possa capire. I miei occhi sono tristi, il mio sguardo è triste..... guardo il mondo e la vita' con curiosita' .... ma li vedo in bianco e nero.... mi mancano i colori. I miei amici hanno cercato di consolarmi... dicono che sono un bel ragazzo e non ci metto nulla a trovarne un'altra.... ma chi la vuole? Io non sono ancora pronto.... ma allo stesso tempo sono stufo di stare male. Grazie per avermi "ascoltato" ... Cuore

 

La voce dell'istinto
Ti ho letto con grande piacere. Non fraintendermi. Non certo il piacere di sentirti triste e sofferente, ma perchè la tua esperianza conferma, ancora una volta, che l'istinto profondo non si può ingannare, e che sa cogliere nella persona amata sfumature e segnali che la ragione non solo non è capace di afferrare, ma anzi, cerca con tutte le forze di negare. Da due anni eri nervoso, all'erta e tribulato, carico di cattivi presagi che puntualmente si sono verificati. Lei non ti ama più. Lo so, un dolore atroce. Un dover reinventare la propria vita e le proprie abitudine tutto da capo, quando ci si sente sfiniti e spenti. E orribilmente traditi. Però fermiamoci un attimo e proviamo a riflettere. E anche a fare due conti che, certe volte, la matematica non guasta e aiuta a far presa più realisticamente sulla situazione. Hai 29 anni. Da 11 eri con lei. Quindi, all'inizio, erano 18. L'età appena sopra l'adolescenza. l'età per crescere insieme, farsi coraggio, far fronte comune contro le difficoltà, come due bambini che si tengono per mano in una strada buia. Meraviglioso. Hai percorso un tratto di vita con lei che ti ha aperto a un mondo di sensazioni, esperienze e sicurezze. Lei era sincera, tu eri sincero e, sono sicura che ancora adesso, malgrado la rottura, un grande sentimento di affinità e condivisione vi lega. Sii grato. A lei e agli stupendi ricordi che ti ha lasciato in dono, e che - anche se non ne sei ancora consapevole - hanno fatto di te il sensibile, giovane uomo che dimostri di essere con la tua lettera, pronto, molto prima di quanto tu non sospetti - le risorse dell'animo umano sono infinite - per una nuova storia d'amore su basi più adulte e ricche di un vissuto che nessuno, mai, ti potrà togliere. Però, per favore, anche se è umano e comprensibile, non parlare di tradimento. E' una parola sbagliata e ingiusta. L'amore è per sua natura imprevedibile e ingovernabile. Non è come una farfalla che, catturata, è per tutta la vita. Il rischio che, anche senza un vero motivo apparente, finisca è qualcosa che bisogna saper accettare. E, credi, talvolta, è penosissimo anche per la persona che decide la rottura, dire addio a qualcuno che si è amato fino a poco tempo prima, sinceramente e con tutto il cuore.


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