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Ciao Franca,
sono una ragazza di 31 anni, che quasi un anno fa' ha subito una delusione d'amore veramente tremenda. Dall'oggi al domani sono stata piantata in asso da un ragazzo che per ben tre anni mi ha ADORATA. Sono piombata nella disperazione più totale, ho pianto per mesi, mi sono stupidamente illusa che tornasse e ancora adesso non mi spiego come sia potuto accadere. Oltre a ciò mi sono fatta enormi sensi di colpa perchè lui mi ha lasciata con delle accuse ben precise sul mio carattere. Ora ho ritrovato un po' di serenità, ma più mi guardo intorno e più vedo i miei coetanei già sposati e con figli. E io mi sento vecchia e oppressa dal tempo che inesorabilmente passa. Vivo in un mondo che non mi appartiene e mi sembra ormai di aver "già perso il treno". Non riesco a guardare con speranza al futuro e questo mi fa impazzire!!! Oltre al dolore folle che ho provato, e ai mille dubbi che ne sono scaturiti ora mi ritrovo a pensare che è già tardi per una famiglia e dei figli. Mi aiuti? Ciao Rossella


 

Rosso di sera
Le ferite d'amore sono la parte più vitale, reattiva e importante di noi. Ci costringono a riflettere e modificarci. Sono il mezzo per accedere all'essenza stessa del nostro mondo interiore e confrontarci con i suoi imperativi inderogabili di bisogni e affettività. Il fiume magmatico e sotterraneo dove sobbollono gli istinti e le passioni che motivano ogni nostra azione. Ci sferzano a nuova consapevolezza e ci insegnano il senso della misura, equilibrio e anche saggezza. Doti luminose e preziose che, superata la crisi acuta dello sconforto e disperazione - il dolore crudele che devasta l'animo e annienta la voglia di vivere - riverberano dalle ceneri dell'antica persona che eravamo per affinarci in sentimenti più saldi e condivisibili di comprensione e tolleranza. Meravigliose doti che ci rendono più belli (la bellezza sofferta che addolcisce il cuore e i lineamenti, e illumina lo sguardo di profondità) e che portiamo in dono alle nuove storie d'amore che la vita sempre ci ripropone, ma che non necessariamente è subito un altro uomo (o donna) - loro arrivano quando il nostro cuore è di nuovo un nido caldo e accogliente, e tutte le vecchie inquietudini ed ansie fanno ormai parte del passato - ma può essere la scoperta inaspettata, o l'appassionata ricerca, di un nuovo interesse, lavoro, o progetto di vita. La tua lettera parla di un dolore disperato e di una delusione cocente, ma parla anche di serenità ritrovata, ed è da questo che devi ripartire. Piccoli passi verso la normalità e la gioia - e il rischio - di rimetterti in discussione. Per favore, quell'orrenda frase del "già perso il treno" mi fa rabbrividire, oltre a sembrarmi orribilmente ingiusta. A 31 anni, nel pieno lucente della tua potenzialità e femminilità! Cancellala immediatamente dai tuoi pensieri. Non è retorica trita sulla positività, ma proprio principio di realtà. Non farti prendere dall'angoscia della famiglia-con-figli-ora-o-mai-più perchè, se proprio vogliamo farne un discorso di orologio biologico hai ancora un bel dieci anni davanti tutti da inventare. E sai la quantità immensa di vita e avvenimenti han da succedere fino allora? E poi, detta in tutta franchezza, oltre alle pubblicità melense degli spot televisivi dove mamme e papà eternamente sorridenti gioiscono con bambini bellissimi, quando ti guardi intorno per le strade, nella realtà di tutti i giorni, non vedi un marea di giovani coppie già spente e intristite, che neppure più si guardano in faccia, trascinare stancamente carrozzine con bambini piagnucolosi e viziati? Certo, non sono tutte così. Ci sono anche quelle che davvero ti scaldano il cuore e ti strappano un sorriso d'ammirazione (e un pochino di simpatica invidia). Ma, onestamente, non sono poi così tante. La verità è che dobbiamo smettere di aspettarci supinamente la felicità da un ipotetico altro e fuori di noi. Niente è garanzia di felicità se non ci mettiamo il nostro entusiasmo e la nostra fiducia. Non temere, quindi. Il dolore ti ha temprata. Hai forza e giovinezza da vendere. Volta pagina e non guardarti più indietro.


 

Cara Franca,
sono Massimo, ho conosciuto una ragazza stupenda, me ne sono innamorato, ma lei, dopo aver avuto una deludente storia durata dieci anni, dove, a sei mesi dal matrimonio è stata lasciata, adesso non crede piu' a nulla, ed e' molto chiusa nel rapporto a due. Io ci sto provando in tutte le maniere a farle capire che non siamo tutti uguali,.... lei dice di essere pericolosa e che non vuole far del male a nessuno........ Franca dammi un consiglio, e un po' di parole per cercare di conquistare questa ragazza........ non voglio perderla...... io so che tu hai le parole giuste ...... grazie ....... max

 

Le parole giuste
Magari, fosse così semplice! Anche il filosofo Kirkegaard scriveva che il vero seduttore deve possedere l'arte e il potere della parola, perchè solo con la parola si suscita il desiderio e l'interesse. Il problema è che le parole non sono (solo) un virtuosismo accademico da porgere come un cadeau infiocchettato di rosso che si possa, tanto facilmente, passar di mano in mano, come qualcosa di estraneo a noi. Ma non preoccuparti, tu non hai affatto bisogno di parole più giuste, determinate e vitali di quelle con cui mi hai scritto, una ventata di entusiasmo e calore che mi ha fatto bene al cuore. In un soffio di lettura sei stato capacissimo di trasmettere a me (perfetta estranea) la forza del tuo sentimento e la serietà delle tue intenzioni. Figurati quindi con lei, che vive in prima persona - e ne è tutta avvolta come in una luce - l'intensità amorosa del tuo sguardo, la pressione rassicurante delle tue mani e il calore assiduo della tua vicinanza piena di premura e attenzione. Più che di parole per convincere lei, mi sembra che sei tu ad aver necessità di un piccolo supporto di incoraggiamento e affettuosa partecipazione alla tua "battaglia". Certamente hai a che fare con una ragazza traumatizzata da un'esperianza, non solo sentimentalmente deludente, ma anche socialmente destabilizzante e mortificante di fronte a tutti, in cui, oltre a sogni e progettualità per il futuro, sono andate in fumo alleanze familiari e risorse di denaro, tanto da far dubitare la poverina di essere diventata un "danno" per chi le vuole bene. Senti, io ho l'esperianza diretta di uno zio - gran suonatore di sassofono, esuberante conversatore e (quasi) seduttore a tempo pieno, tanto che malgrado gli ... anta-anta d'età (con buona pace di chi crede che l'amore sia faccenda di giovani), coltiva a tuttora tresche deliziose con pari, brillantissime ... anta-anta età come lui - bene, la storia matrimoniale dello zio sembra la fotocopia di quella della tua ragazza. Fidanzato dieci anni. Sposato sei mesi. Poi lei gli ha fatto marameo e s'è dileguata con l'assegno di mantenimento vita natural durante. Sarebbe facile fare dell'ironia, ma la verità, secondo me, è molto più profonda e, nello stesso tempo, banale. Qualcosa che, passata la bufera dello choc e del dolore, sicuramente capirà anche la tua ragazza. Il rischio di stare così a lungo fidanzati-quasi sposati, condividendo tutto fino alla nausea, in una routine asfittica e logorante che ha tutti gli svantaggi e le pesantezze dello stare insieme, e non l'ebrezza del reale mettersi in gioco giorno per giorno per costruire un progetto comune, finisce con l'immiserire ed evaporare ogni entusiamo. Si arriva al sì svogliati e pieni di dubbi, magari per non deludere parenti e amici, ma non più intimantente convinti. Credo sia questo il punto su cui far chiarezza. Non era certo lei quella "sbagliata" e, forse - lasciamelo dire - nemmeno l'altro lui che, sia pur con colpevole (molto colpevole) ritardo, ha trovato la forza di dare uno strappo ad un rapporto che non funzionava più. Adesso almeno lei è libera. Per te. E per se stessa. Ah, il piacere di ricominciare... Non perderti d'animo. La vita ricomincia sempre (per fortuna).





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