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Lacrime
nel sonno.
Sono una prof. di francese, ma non sembra perche'
ho la faccia da ragazza e anche l'eta', 32 anni. Insegno
in una scuola "difficile" e alcuni miei
studenti hanno alle spalle storie familiari da brivido.
Io ne so qualcosa perche' anche per me e' stata un'adolescenza
tormentata tra due genitori che si odiavano, e non
hanno ancora smesso, anche se non si sono mai lasciati,
e hanno vessato noi figli non poco. Mi ci sono voluti
anni d'analisi e un grandissimo lavoro su me stessa
per imparare a difendermi e... non è ancora finita!
Mi sono sposata presto con il mio miglior amico e
fratello, un bene grandissimo tra noi, e una grande
e sincera volonta' di costruire un bella famiglia,
casa e... figli!
Ma c'è un ma. Non funziona. E' inutile: siamo fratelli
nell'animo e nelle ferite ricevute. Non amanti. Siamo
due bambini che si sono presi per mano per farsi coraggio
ad attraversare il bosco, ma il sesso non funziona.
Io dormo in salotto. Lui nel lettone. Lui mi da "tempo",
io mi sono innamorata di un altro. Un francese che
ho conosciuto in uno dei miei viaggi di studio e con
cui ho avuto una breve, ma intensa storia d'amore:
un tipo totalmente inaffidabile, che e' stato persino
in galera, con un matrimonio fallito alle spalle e
due figlie. Non e' nemmeno bello e affascinante, ma
io, come l'ho visto, ho saputo che i figli li volevo
da lui e che lui era il mio uomo. Senza dubbi. Lo
sto aspettando con una tenacia da certosina. So, mi
sento nell'anima che, prima o poi lui verra' da me.
E il problema e' questo: quando? perche' io non ce
la faccio piu' ad aspettare che lui si decida ad avere
piu coraggio e mi proponga qualcosa di piu' concreto
invece di scrivermi giocherellando con le parole e
le intenzioni senza mai sbilanciarsi troppo. In questi
giorni faccio incubi pazzeschi e... piango un casino
(nel sonno). Poi mi sveglio e sono piu' stanca di
quando sono andata a letto. Si vede che ho l'inconscio
incavolato. Tutto sommato pero' sto abbastanza bene,
nel senso che mi sento abbastanza serena. La mia pelle
e' tornata normale dopo un'eruzione cutanea fastidiosissima
che mi sa tanto di psicosomatico, guarda caso proprio
quando avevo deciso a tornare a dormire con mio marito.
Per oggi ho un sacco di programmini, tra cui correggere.
Al momento sono sola a casa e me la sto godendo. C'e'
il sole. Non so... sono contenta di vivere. Il lavoro
con la psico e' veramente importante. Me ne accorgo
ogni giorno di piu'. In realta' non hai mai la misura
del tuo vivere (intendo in senso oggettivo). Cosi',
te la devi un po' inventare. E quando sei fragile,
diventa difficile e cominci a chiederti mille cose
e non sempre si riesce a darsi delle risposte. Ti
abbraccio forte. Ti mando 1000 baci. Tiffyho
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Cara
professoressina,
con la faccia da ragazza, ferita e spaventata
come i tuoi studenti, dicono che le anoressiche quando
incominciano a guarire non fanno che piangere e piangere...
come se il dolore dentro fosse qualcosa da sciogliere
e lasciar defluire fuori come fiumi carsici che finalmente
trovano lo sbocco per irrompere in superficie e proseguire
il loro cammino in alvei più ampi e fecondi. Chissa'
se questo vale anche per gli altri mali dell'anima
(bisognerebbe chiederlo a Nadia psicologa qui sotto).
Io penso che il nostro istinto (vitale) e gli impulsi
del corpo e della mente pre-corrono strade che alla
razionalita' appaiono sconosciute e incomprensibili,
e talvolta francamente autolesioniste - perche', se
no, innamorarti di uno straniero lontano e inaffidabile,
da quanto dici, affatto alla tua altezza per cultura,
bell'aspetto e doti morali ? - e hai deciso di affidare
a lui il dono incommensurabile della tua futura maternita'
che, in un'altra parte del tuo racconto, dici rimasta
a lungo congelata in un sudario di paure e costrizioni
che, forse non ha caso, ti hanno spinta ad allontananti
sessualmente da tuo marito e a sublimare in una figura
d'uomo - sempre non a caso - cosi' lontana e irraggiungibile
da non costituire un "vero" pericolo di
presa di coscienza di diretta responsabilita'? Mi
sembri abbastanza lucida e intelligente da esserne
te stessa per prima consapevole. Dici che non fai
che aspettare che lui dimostri piu' coraggio, ma la
difficile verita' e' che purtroppo incominciare a
rischiare da sole ci sembra troppo pericoloso e insormontabile
e, spesso, in effetti lo e' davvero, perche' non dimentichiamo
che la paura di prendere decisioni sbagliate e' un
sano e formidabile freno che ci costringe a riflettere
attentamente sulle conseguenze di ogni nostro gesto
e a non esporci con incoscienza al peso doloroso di
amari e imprevedibili prezzi che poi non siamo in
grado di sopportare.
E allora impariamo a usare - ed accettare - quelle
che sembrano solo insopportabili battute d'arresto
della vita, le nostre e altrui incoerenze e persino...
le manifestazioni psicosomatiche, non come qualcosa
contro di noi, bensi' come risorsa. Un escamotage
dell'istintiva - anche se talvolta apparentemente
inspiegabile - strategia salvifica del corpo e della
psiche per dar tempo e modo al nostro io profondo
di capire quel che è meglio per noi. L'incertezza
non e' il male dei deboli e la fragilita' non e' uno
spauracchio da debellare a tutti i costi. Sono invece
la nostra palestra dove allenare pensieri e sentimenti
e affinare la sensibilita'. Ricambio il tuo abbraccio
e, se me lo permetti, un saluto affettuoso anche a
tuo marito - fratello. Io non posso prevedere quale
sara' il futuro del vostro matrimonio. Ma qualsiasi
esso sara' che sia dolce per entrambi la memoria -
e la consapevolezza - dell'importante tratto di strada
che avete fatto, e state ancora facendo, insieme per
aiutarvi e consolarvi.
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