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Ciao Franca,
mi sono soffermato a leggere le lettere pubblicate su questo sito e ho meditato sulle tue risposte sempre lucide anche se talvolta pungenti, ma che denotano una grande esperienza di vita e conoscenza dell'animo umano. Ed allora ho deciso di scriverti perche' ho bisogno di un consiglio. Ho 33 anni e mi e sono accorto di essermi innamorato di una cara, carissima amica. Devo premettere che lei vie e lavora in un'altra citta' e fino a poco fa eravamo colleghi di lavoro! La nostra amicizia e' cominciata per caso circa 6 mesi fa. Fino ad allora ci sentivamo solo per questioni di lavoro. Credo che ci siamo avvicinati perche' lei stava vivendo un periodo molto brutto e forse aveva bisogno di sfogarsi con qualcuno che le ispirasse fiducia ma completamente avulso al suo mondo e in un certo senso lontano nel tempo e nello spazio (lei e' 4 anni piu' grande di me). Volle il mio num. di cell e poi quello di casa. Era sempre lei a cercarmi, in ufficio come a casa! Io, un po per carattere un po' perche' non riuscivo a capire questa sua simpatia per me, ero molto riservato e diffidente e lei mi rimprovero' di non volerla far partecipe del mio mondo. La prima volta che mi chiamo' a casa comicio' a domandarmi se lei mi piacesse, se potevo innamorarmi di una donna piu' grande. Io rimasi un po' interdetto per queste sue domande e le dissi che credevo nell'amicizia tra uomo e donna benche' pericolosa in quanto ci si muove sul filo di un rasoio perche' i sentimenti di uno dei due possono cambiare e se la cosa e' unilaterale si rischia di soffrire terribilmente. Al che' lei mi chiese di farle una promessa, la sentivo titubante e imbarazzata. Capi' cosa volesse chiedermi e le dissi che sei i miei sentimenti per lei fossero cambiati glielo avrei detto e di non dubitare mai della mia lealta'. Confermo' che voleva che le promettessi proprio questo. La nostra amicizia e' diventata una bella cosa, ci sono stati dei dissapori; mi rimproverava di essere sempre critico su quello che faceva, di non dirle mai cose carine e di non farle complimenti. Indubbiamente un rapporto di amicizia basato solo su telefonate, dove ti manca il contatto diretto per poter acquisire tutte quelle informazioni non verbali derivanti dalla gestualita' e dalle espressioni del volto, e' molto difficile. Si rischia di non capire lo spirito con cui le cose vengono dette. E questo glielo avevo ripetuto spesso. Non potevamo vivere delle esperienze in comune come tutti gli amici e quindi l'unico modo per conoscerci era attraverso quello che noi ci raccontavamo e descrivevamo della nostra anima e del nostro cuore. Un giorno mi rivelo' il suo problema. Comincio' dicendomi che erano mesi che non era piu' felice, che soffriva terribilmente e non sapeva prendere una decisione perche' questa coinvolgeva la figlia di 3 anni. Mi disse che voleva separarsi! In questi mesi sono andato a trovarla 2 volte. Mi ha invitato a cena a casa sua e fatto conoscere il marito e la figlia (un tesoro di bambina). Dal 31 luglio non siamo piu' colleghi. Si e' dimessa perche' vincitrice di un concorso nell'amministrazione pubblica della sua citta'. Mi aveva parlato di questa cosa, che si aspettava e temeva il giorno della chiamata perche' non sapeva se accettare o meno, pero' era un posto sicuro piu' di quello nella nostra azienda e doveva preoccuparsi del futuro di sua figlia. Conoscendo la nostra azienda, le persone ed il modo di lavorare le avevo sempre detto di non lasciarsi sfuggire questa occasione d'oro. Il suo ultimo giorno di lavoro mi telefono' per salutarmi e mi chiese se ad agosto sarei andato a trovarla. Le avevo detto che intendevo trascorrere le mie vacanze in Val d'Aosta e quindi mi chiese di fermarmi da lei prima di ritornarmene a casa. Mi sono fermato nella sua citta' 2 giorni. Arrivai di domenica e ci sentimmo al telefono, mi disse che il marito stava partendo con la figlia per trascorrere 1 settimana dai genitori. Quando ci eravamo sentiti 3 giorni prima non mi aveva detto nulla di questo programma. Pensai che cosi' avremmo potuto stare qualche ora in piu' assieme. La sera la invitai a cena ma dovetti insistere perche' era stanca e non aveva voglia di cenare. Quando andai a prenderla a casa sua mi disse che aveva invitato una sua carissima amica di cui mi aveva parlato tante volte. Mi aveva detto che aveva 28 anni, che era molto bella e non aveva un fidanzato e che sarebbe stata perfetta per me! Per il giorno dopo mi suggeri' di andare a Firenze; lei mi avrebbe raggiunto nel pomeriggio dopo il lavoro (e' in prova e per 9 mesi niente ferie). Ho trascorso un bellissimo pomeriggio con lei. Aveva indossato un vestito nero simile a quello che aveva la sera prima quando ero andato a casa e che le avevo detto starle benissimo, ma lei aveva preferito cambiarsi indossando un jeans per venire a cena. Avevo la macchina fotografica e mi chiese di farle una foto. Quando l'ho inquadrata nel mirino, per la prima volta l'ho vista con occhi diversi, mi sono accorto di quanto fosse bella, con i capelli mossi dal vento e per l'emozione mi batteva forte il cuore. Poi ci siamo fatti una foto assieme. Quando l'ho sentita accostarsi cosi' vicino al mio fianco istintivamente le ho passato il braccio sulle spalle poggiandole la mano sull'altra spalla. Avrei voluto che quella posa durasse in eterno, era troppo bello sentirla cosi' vicino a me. Mentre passeggiavamo ascoltavo la sua voce e sentivo pesarmi la lontananza che di li' a poco ci avrebbe di nuovo separati. Quando ci siamo salutati, le ho detto che avevo voluto rivederla perche' non sapevo se e quando ci saremmo ancora incontrati e lei mi disse che avremmo potuto incontrarci tutte le volte che fossi venuto per lavoro, ma le ricordai che le trasferte, per il lavoro che faccio, non sono giustificate. E lei ribatte' che magari le cose sarebbero cambiate! Poi aggiunse, che allora sarebbe venuta lei a trovarmi e cosi' mi avrebbe portato anche la sua amica. Aggiunse che se fosse stata sola la cosa sarebbe stata piu' facile ma con la figlia picco la era complicato un viaggio di 4 ore. Quando il giorno dopo sono ripartito mi e' sembrato di lasciare un pezzo di me in quella citta', attaccato a lei. Mi faceva male andar via. Le mandai un SMS in cui le scrivevo che il giorno prima avrei voluto dirle tante cose e non ero riuscito a dirle la cosa piu' importante, quando mi fosse cara e quanto mi sarebbe mancato sentirla e che le volevo davvero tanto bene. Lei mi rispose che anche lei mi voleva bene, che era stato un bel pomeriggio, che non ci saremmo persi e di fidarmi. Le risposi scrivendole che mi dispiaceva che non saremmo stati piu' colleghi ma che ero felice per lei, che andare a trovarla mi aveva riempito di gioia e l'abbracciavo forte. La sua risposta arrivo' molte ore dopo con un semplice: ti abbraccio. Da allora non faccio altro che pensare a lei, sento terribilmente la sua mancanza e mi mancano le sue telefonate. Mi sveglio la mattina con il suo pensiero che non mi abbandona per tutta la giornata e fino a quando non mi addormento. Non so che fare mi sento innamorato e mi sento un traditore. So che le farei del male se le confessassi che i miei sentimenti sono cambiati, vorrebbe dire la fine della nostra amicizia. Si sentirebbe tradita da me che le ho sempre detto di non dubitare della mia lealta'. Ma ormai, da parte mia, l'affetto che provo non ha piu' nulla in comune con l'amicizia. Qualche giorno fa mi ha mandato un SMS dicendomi: come stai? fatti sentire, ti abbraccio. Le ho risposto di star bene e che l'abbracciavo. Ma non ho il coraggio di chiamarla; mi farebbe troppo male sentire la sua voce. E poi al telefono non potrei dirglielo. Dovrei vederla e confessare tutto guardandola negli occhi. Vorrei sparire senza darle piu' notizie, ma sarei un vigliacco. Le ho fatto una promessa e devo onorarla. Mi sono cacciato proprio in una brutta situazione, dimmi cosa devo fare! Che io debba soffrire e' inevitabile e forse me lo merito perche' sono stato debole. Non avrei voluto che succedesse. Pensavo che la distanza, le circostanze, il suo mondo diverso dal mio, la differenza di eta', il fatto che avesse una famiglia, fossero sufficienti a scongiurare questa situazione. Ma non voglio farle del male!! Ha sofferto e sta soffrendo gia' abbastanza per il suo matrimonio, non voglio che soffra anche per colpa della mia debolezza.
 




Tradire un'amicizia
Di quale debolezza stai parlando, caro amico? Tu per lei sei stato - e scommetto che continui ad esserlo - una luce, un sollievo dell'anima, un referente sicuro, gentile e disponibile di affetto ed intense confidenze. Non a caso e' stata lei a cercarti, telefonarti, costretto quasi, ad accogliere nel tuo calore umano la nudita' dei suoi tormenti d'anima e inquietudini del cuore intrigandoti con (sibilline) avances ed estorcendoti (ambigue) promesse. Giocando, lei per prima, con il mutevole candore dei sentimenti che migrano senza sosta da uno stato d'animo all'altro, facendosi beffe delle decisioni razionali con cui vorremmo impedire loro di attraversare i confini misteriosi del desiderio che si fa imperiosamente carne e travalica la falsa linea di partenza di quella che si vorrebbe simulare solo come amicizia per acquietare l'ansia e i sensi di colpa. Non farti paralizzare dall'assurda fiscalita' di improponibili impegni morali da onorare. La vita' e' troppo viva per lasciarsi appiattire dal grigiore di schemi mentali fissi e inamovibili. In amore tutto e' gioco e sovvertimento di ruoli, accadimenti e intensita' di emozioni. Se la persona ti piace - e lei sembra gradire - telefona, scrivile, organizza incontri e programmi. Seducila con le parole e con i fatti. Abbagliala con la forza che il desiderio di lei mobilita in te. Costringila - e' il tuo turno adesso - in qualche modo, ad uscire allo scoperto di un'ambiguita' di sentimenti che forse, lei stessa non si e' ancora del tutto chiarita o e' pronta ad affrontare (se no, non ti metterebbe alla prova con l'amica giovane e bella, come se avesse bisogno di un'ulteriore conferma che tu hai occhi solo per lei). Ma forse, il problema vero, quello che tu scambi per debolezza e vigliaccheria - e che ti fa cosi' tanto soffrire - e' che, a tua volta, non sai decidere bene se l'attrazione che senti per lei e' cosi' forte da indurti a rivoluzionare la tua (e la sua) vita. Ma questo non e' grave, gentile amico. Noi siamo fatti per progredire nella conoscenza di noi stessi a piccoli passi. L'importante e' non avvilirci se, in certi momenti della nostra vita, ci sembra di non essere sufficientemente attrezzati per superarli emotivamente. Talvolta il nostro profondo istinto sa piu' cose di quello che la ragione ci induce a credere e ci frena, o spinge, con misteriosi segnali di disagio (o, al contrario, inspiegabile sicurezze) che e' meglio ascoltare senza troppo colpevolarizzarsi. Nel tuo caso la mia sensazione e' che per voi ci sia ancora bisogno di una sorta di continuum di "amicizia amorosa" parallela alla vostra vita quotidiana, ma con caratteristiche di tranquillita', pienezza e stabilita' affettiva (di cui peraltro la tua ex collega mostra di non poterne fare a meno per affrontare le difficolta' della sua vita emotiva) che vi faccia a poco a poco acquistare fiducia in voi stessi e nei sentimenti che provate l'uno per l'altra. Finora hai dato prova di buon senso, correttezza e serieta'. Continua, se la cosa ti fa star bene, ad essere affettuoso e presente con lei per verificare che svolta prende la vostra relazione. Non devi "dichiararti" ne' confessare chissa' che. Non tradisci nessuna amicizia in sostanza, perche' di fatto non e' mai stata un'amicizia. E, nel profondo, lo sapete bene entrambi. Per quello siete cosi' - anche lei - spaventati e incerti.

 



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