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L'amore e' finito
Siamo stati a mangiare al ristorante e sembrava allegro, normale. Dopo siamo andati al cinema dove ci siamo tenuti per mano come al solito. Poi, al ritorno, in macchina, sotto casa, il suo sguardo assente e la voce da cane bastonato: mi dispiace, non ti amo più... Il mondo mi è crollato addosso. L'ho guardato stupefatta, non ci volevo credere. Cinque anni d'amore, sempre insieme, mai un litigio. Uno screzio, una nube. Niente. Avevamo entrambi 26 anni quando ci siamo conosciuti a un corso di informatica. Lui si era appena laureato. Pochi soldi e solo qualche collaborazione precaria di tanto in tanto, mentre io lavoravo già da tre anni, come segretaria, e avevo il mio stipendio sicuro. Non ci siamo mai lasciati un momento, si andava in vacanza con la mia macchina, si metteva in comune tutto come fratelli, abbiamo trascorso momenti indimenticabili di amour fou. Facevamo l'amore come matti, ogni scusa era buona, abbiamo provato persino ad uscire dal cinema prima della fine dello spettacolo dalla smania. Insomma, un'intesa irresistibile. Quando lui ha trovato un lavoro importante presso uno studio d'architettura e incominciato a guadagnare seriamente ho creduto di toccare il cielo con un dito ...e iniziato a sognare il matrimonio ! Che stupida, che illusa! Non ti amo più... Non riesco a farmene una ragione, non mi do pace. Sto male, ma proprio male. Fisicamente. Credo che lui abbia un'altra adesso. Lo amo, lo odio, non capisco più niente. Vorrei morire. Fiordaliso appassito.
 

 

Caro Fiordaliso appassito,
il poeta George Byron diceva che "Il ricordo della felicità non è più felicità, ma il ricordo del dolore è ancora dolore." Quando finisce l'amore non si perde solo la persona amata, ma si perde un mondo caldo e conosciuto, un modo di vivere, un intreccio di abitudini consolidate. Persino un modo di pensarsi come persona. L'altro/a se ne va e ci lascia nella desolazione più totale. Nudi e feriti nella tempesta del dolore. Chi non ha conosciuto questa orribile sensazione di abbandono e sconforto alzi la mano. Cara amica non tenterò di consolarti, di minimizzare - peggio - di parlar male del fedifrago per cercare di dartene una ragione. D'altronde neanche tu lo fai. Per quel che ne dici lui ti ha amata davvero per tutto il tempo che è stato con te. Avete condiviso momenti meravigliosi e percorso un pezzo di strada insieme che ha illuminato e scaldato le vostre vite. Sì, è vero, adesso è finito. Ed è solo buio, e freddo, e pena infinita, ma ti assicuro che dopo - lo so: la retorica del tempo che guarisce tutto. Però una grande verità - tutto questo tornerà ad abitare la tua anima come un ricordo leggero e confortante perchè l'amore, quello vero, è sempre dono e ricchezza ed è meglio pagarne lo scotto piuttosto che non aver mai avuto il coraggio di viverlo pienamente. E allora lasciami concludere con un'altra frase di Fabrizio De Andrè dedicata alla prima moglie: "Meglio averti persa piuttosto che non averti mai conosciuta..."

SOS
Salve, sono Marco ho 30 anni, sono di Firenze, e sono un ragazzo che ha avuto una grandissima delusione d'amore che mi ha bloccato psicologicamente ormai da due anni, come posso fare per superare questo blocco? Ho bisogno di un aiuto perchè sennò, non avrò un futuro, di avere una famiglia, e tutte quelle cose che fanno vivere la vita in maniera stupenda! Aiutatemi grazie. Marco


Ciao Marco di Firenze!
Il tuo messaggio sprizza vitalità e simpatia. Nonchè immediatezza e chiarezza di idee e intenti. Per di più hai solo 30, splendidi anni! Ma ti rendi conto Marco? Sei l'uomo ideale! No, non sto facendo una facile battuta per consolarti e incoraggiarti. Lo so bene che una delusione d'amore può quasi lasciare morti, senza più forze e speranza, perchè un uomo/una donna amata che ci lascia d'improvviso, non solo ci porta via crudelmente un mondo di tenerezza, segreta complicità e un'intimità di carne e sangue che sembrava impensabile poter condividere così profondamente con altri, ma anche l'immagine stessa che noi ci eravamo fatti di noi stessi nello specchio dello sguardo amoroso dell'altro. D'improvviso, orribilmente, siamo circondati dal vuoto terrorizzante di un tempo di colpo diventato ostile e infinito, che pare impossibile da riempire, per trovare sollievo al dolore che ci spezza il cuore. Per non parlare del turbinio dolorosissimo di dubbi e incertezze che l'amore negato insinua nella nostra (sempre fragile) psiche, facendo giustizia sommaria d'ogni faticosa certezza. Allora non sono abbastanza bello, bravo, intelligente...ecc,ecc. E, in preda all'angoscia e alla disperazione, rimuginiamo i pensieri più ossessivi (e inutili). Se facevo così... se non mi comportavo cosà... Eppure, caro Marco, questo devastante landa desolata che TUTTI noi, almeno una volta nella vita, siamo costretti con pena ad attraversare e che, per periodi più o meno lunghi ci tiene imprigionati - come dici tu - in un blocco psicologico, è la palestra dove la nostra anima trova la forza di trarre da sé impensati doni di luce e risorse in uno sforzo creativo e rigenerativo che poi, nel seguito degli altri rapporti umani, porta solo buoni frutti di comprensione ed empatia. Caro Marco, non temere. L'esuberante serie di punti esclamativi e il vitale grido d'aiuto che mandi sono l'espressione (anche se forse in questo momento non ne sei ancora perfettamente consapevole) di un difficile periodo della tua vita ormai finito. Adesso sei pronto per altri amori, altre esperienze e, sì, anche altre ferite, perchè l'amore è sempre comunque qualcosa che dà e toglie, e costringe ad estenuanti aggiustamenti del cuore. Non guardarti più indietro. Vai. Chissà perchè ti vedo, nella bella Firenze, pedalare in bicicletta tra meravigliosi scorci d'arte e sorrisi di straniere. La primavera s'avvicina. Libera l'energia vitale e lascia cantare la tua giovinezza.





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